Alcune tecniche linguistiche ispirate all'approccio quantico.
Il nome "rheomode" è stato coniato originariamente dallo scienziato David Bohm ed indica un linguaggio che rispecchia maggiormente la realtà, basato sull'idea di flusso.
Il rheomode è un "nuovo linguaggio" basato sull'idea di flusso: i nomi infatti alterano la visione della realtà, dove non vi è nulla che sia statico. La stessa carta sulla quale è scritto qualcosa ingiallisce e si trasforma, ed in realtà è la nostra percezione che ci fa creare l'idea che le cose siano uguali.
Il metodo del rheomode consiste nel trasformare tutti i nomi in verbi.
In altre parole il problema o la situazione è vista come un "processo", un
"flusso".
In tale ottica il rheomode rappresenta un metodo anche più evoluto del metamodello per l'analisi del linguaggio.
Il metamodello della PNL è una tecnica infatti molto utile per una
"trasformazione primaria".
Un'emozione può essere trasformata in "equivalenti sensoriali": ad esempio "una
sensazione in una parte del corpo".
Il rheomode opera un secondo livello di trasformazione: da nome a verbo
A questo punto un'emozione non è più qualcosa di statico (una sensazione in una parte del corpo), ma qualcosa che si sposta e trasforma naturalmente (il sentire un premere nel percepire fisico).
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Trasformazione Nome => Verbo |
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| sensazione | il sentire un premere |
| corpo | percepire fisico |
E' ovvio che un flusso si trasforma e modifica, e "pensare in rheomode" si dimostra estrememente efficace, ad esempio per la terapia.
Accanto alla trasformazione da nome a verbo un secondo livello di
trasformazione è quello del "pronome personale".
Questa trasformazione consiste nel ridurre l'utilizzo del pronome "io"
personalizzato e passare ad un "si".
Tuttavia quest'ultima trasformazione ha senso solo nel momento in cui si lavora
per sviluppare maggiore coscienza.
Bohm ha individuato una serie di forme verbali
Primo gruppo:
| Levate : il di portare un pensiero alla coscienza |
| Vidate : il percepire |
| Di-vidate : il percepire come diviso |
| Ordinate: il percepire e ordinare |
Vi è poi un secondo gruppo che non analizziamo ora.
Questi verbi si intersecano a vicenda e rappresentano varie maniere di essere
coscienti.
Nella nostra esperienza possono avere utilità terapeutica portando l'attenzione
su particolari momenti.